Nel panorama della salute mentale, il DSM-5 dedica un’importante sezione ai concetti culturali di sofferenza, ossia a quelle forme di disagio che si manifestano e vengono interpretate all’interno di specifici contesti culturali. Queste sindromi non sono semplici curiosità etnografiche: rappresentano modalità concrete attraverso cui emozioni universali — come paura, ansia o dolore — prendono forma in relazione a valori, credenze e strutture sociali differenti.
Di seguito una sintesi delle principali affezioni culturali riconosciute dal manuale diagnostico.
Ataque de nervios
Prevalente nelle culture latinoamericane, l’attacco di nervi è caratterizzato da perdita di controllo emotivo, crisi di pianto o urla, tremori e comportamenti aggressivi. Spesso è scatenato da tensioni familiari o eventi luttuosi. Può ricordare un attacco di panico o un episodio dissociativo, ma mantiene una connotazione sociale e relazionale forte, legata alle dinamiche della famiglia.
Dhat syndrome
Diffusa in India, Pakistan e Sri Lanka, questa sindrome è associata all’ansia per la perdita di liquido seminale, considerato fonte di energia vitale. I pazienti, per lo più giovani uomini, riferiscono stanchezza, tristezza e indebolimento generale. Il fenomeno riflette credenze radicate nella medicina tradizionale indù e le aspettative culturali legate alla sessualità maschile.
Khyâl cap
Conosciuta come l’attacco di vento, si riscontra nella popolazione cambogiana e presenta sintomi simili al panico (palpitazioni, vertigini, respiro corto). Si teme che una sostanza interna, il khyâl, salga nel corpo causando soffocamento o morte. Il disturbo è strettamente collegato a fattori traumatici e a un vissuto corporeo profondamente simbolico.
Kufungisisa
Letteralmente “pensare troppo” nella lingua Shona dello Zimbabwe, indica una forma di disagio derivante dal rimuginare eccessivo su problemi familiari o economici. Si manifesta con ansia, insonnia e malesseri somatici. È un concetto diffuso in molte culture, dove la mente eccessivamente attiva viene vista come causa di malattia.
Maladi moun
Nella cultura haitiana rappresenta la convinzione che la malattia possa essere inviata da altri, spesso mossi da invidia o malanimo. Può comportare sintomi depressivi o psicotici ed è connessa all’idea più ampia di “malocchio”, diffusa in diverse culture del mondo.
Nervios
Termine ampiamente usato in America Latina per descrivere una vulnerabilità emotiva cronica. Include sintomi fisici (mal di testa, tremori, insonnia) e psicologici (irritabilità, tristezza). Può coincidere con forme lievi di ansia o depressione, ma talvolta rappresenta un modo culturalmente accettato di esprimere la sofferenza.
Shenjing shuairuo
Noto in Cina come “debolezza del sistema nervoso”, combina elementi della medicina tradizionale con la diagnosi occidentale di nevrastenia. È caratterizzato da stanchezza, insonnia e irritabilità, spesso connessa a stress lavorativi o familiari e alla perdita dell’“energia vitale” (qi).
Susto
Diffuso in Messico e in America Centrale, il susto (paura) si sviluppa dopo un evento spaventoso che, secondo la tradizione, fa “uscire l’anima dal corpo”. Chi ne soffre prova tristezza, perdita di appetito e disturbi del sonno. È culturalmente vicino al disturbo post-traumatico da stress o a forme depressive.
Taijin kyofusho
Origine giapponese, il taijin kyofusho descrive l’ansia di offendere o mettere a disagio gli altri con il proprio comportamento o aspetto. Può assumere una forma “sensibile” (simile alla fobia sociale) o “offensiva” (più vicina a convinzioni deliranti). Si manifesta in culture dove la sensibilità alle relazioni sociali e al giudizio altrui è particolarmente marcata.
Un approccio culturale alla salute mentale
Il glossario del DSM-5 ricorda quanto le emozioni e la loro espressione siano modellate dal contesto sociale. Riconoscere le affezioni culturali di sofferenza permette ai clinici di evitare fraintendimenti diagnostici e di offrire interventi più empatici e sensibili. Comprendere la cultura non è solo una questione di conoscenza, ma di rispetto per il modo in cui ogni essere umano dà significato al proprio dolore.
